La faccenda di essere italiani di Eleonora

Eh già, avevo sottovalutato questo aspetto dell’ esperienza, la faccenda di essere italiana.

Ma prima di parlarvi di ciò, vi racconto un pò dell’ essere STRANIERO di per sè.

Sei al club do campo, seduta sugli spalti guardi tuo fratello che gioca a futebol. Accanto a te due ragazzine confabulano e ridacchiano, ti lanciano ogni tanto sguardi indifferenti, talvolta spiacevoli. Cala la sera, e inizi a sentire freddo, siamo pur sempre in pieno inverno e tu vesti solo una misera felpina. Stai proprio morendo de frio e ti alzi in piedi. Caco lo nota e ti urla “WANNA GO HOME??” e dall’ altra parte del campo tu rispondi “NO, DON’T WORRY, I’M JUST COLD!”. Ed è qui che avviene il miracolo. Ti volti per caso verso una delle ragazze e noti che lei ti sorride amorevolmente facendo ciao-ciao con la manina.

E poi c’è la questione dell’ “italianità”. un piccolo paese dalla cultura molto influente. scopro che la mia host family mi ha scelta perchè sono una “garota italiana”. mi accorgo che ogni fast food o ristorante ha quasi sempre un nome italiano. come “ragazzo”, o “bella donna”, o “tarantella”. quasi tutti hanno antenati  immigrati della prima guerra mondiale o giù di lì. ma in realtà, di italiani veri ce ne sono ben pochi. e tutti vogliono sapere, st’italiani, in fin dei conti, chi sono?? bella pergunta.

Sei a tavola e mangiucchi qualcosa con due amiche di Caco. una di loro ti chiede con aria indifferente “bhe..allora… di che città sei degli USA?” e rispondi”no, in verità, sono italiana!” ed eccolo di nuovo, il miracolo! le loro espressioni cambiare in un baleno, occhi nuovi ti scrutano, tante domande ed interesse.

In maniera un pò subdola, felice in quel cantuccio dentro di me chiamato orgoglio, mi prendo il merito per qualcosa che non ho scelto, e sono fiera di essere cittadina del mio paese.

Stasera ho ascoltato tanta musica italiana che non conoscevo dai Cd dei miei genitori ospitanti. avevo sottovalutato la musica della generazione precedente. sono romantiche, hanno una buona melodia, e qui fanno scalpore!

Il Brasile mi sta reinsegnando il romanticismo, il piacere delle cose classiche e genuine. Ritrovo il riso per le cose stupide, gli abbracci e i baci riservati ad ogni momento, e non solo a quelli speciali. Capisco che non c’è bisogno di un occasione particolare per mostrare agli altri l’ affetto che provi. e che una cortesia o un sorriso può davvero cambiarti la giornata. Come una bambina che ripercorre i primi passi, il Brasile mi prende per mano e m’ insegna cosa vuol dire serenità .

“e un bel giorno dire basta e andare via

andare via lontano, cercare un altro mondo

dire addio al cortile, andarsene piangendo

e poi mille strade grigie come il fumo

in un mondo di luci sentirsi nessuno

saltare cent’anni in un giorno solo

dai carri nei campi agli aerei nel cielo

e non capirci niente, e avere voglia di tornare da te

non saper fare niente, in un mondo che sa tutto.”

(Ciao amore ciao- festival di sanremo 1967 )

Eleonora

 

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