Manuela dal Cile a Castellammare di Stabia

Sono già passati otto mesi da quando sono arrivata da quando l’unica cosa che sapevo dire era: “Ciao sono Manuela, ho diciotto anni e vengo dal Cile”frase che ho ripetuto cento mila volte…
Quando non capivo perché gli italiani urlavano sempre.  Non erano arrabbiati o avevano  qualche problema, sono soltanto loro così che “parlano forte”. Quando avevo paura di attraversare la strada, piena di motorini, e macchine che si mettono dove non c’è  spazio.  Quando pensavo che si mangiasse come se fosse la
fine del mondo, soprattutto  in quei pranzi domenicali che non finiscono mai ai quali uno non può dire basta perché si mangia troppo bene. Quando la scuola si faceva troppo pesante, dentro la mia testa non esisteva andare a scuola il sabato ne fare le lezioni senza ricreazione. Facendo gli amici diventa più facile.
E dopo quando ho iniziato a capire l’italiano hanno cominciato subito con il
napoletano, pensavo che non lo avrei mai capito,  “mo ‘o parl pur ij”. Piano piano queste cose non mi facevano più impressione, e addirittura ho cominciato a farle io. Mi sono abituata e ho iniziato a vivere come un’Italiana…

So che l’Italia è molto diversa di città in città e soprattutto tra il nord e il sud, ma ovunque vada è bella sempre, e come tutto nella vita ha cose positive e cose negative. Nel mio caso mi sono innamorata dell’Italia che conosco,  della mia zona , quella che ho imparato a conoscere e volere bene. Quella dove la gente è accogliente ed espressiva, ma più che altro… è viva!Quella che sta sempre per strada che si fa vedere e  soprattutto si fa sentire, quell’Italia alla quale importa della famiglia, e se è possibile abitano tutti parenti vicino e i figli difficilmente lasciano la casa quando sono maggiorenni ,quella che la sua specialità è il cibo e che non parla d’altra cosa , che ha un piatto tipico per ogni festa, e che non immagina la vita senza pasta ogni giorno né pizza (né caffè, né gelato, né nutella, ecc).Quella che è sempre disposta ad aiutare;  in tutta questa esperienza  mi  sono sentita  accompagnata sempre, dalla mia famiglia, miei amici, compagni di classe, professori e da intercultura. Perché Intercultura si fa sentire, si impegna,  ci tengono un sacco a noi ragazzi stranieri, ci sta sempre per qualunque cosa abbiamo bisogno e fanno un sacco di attività per noi. Posso dire che tutto il gruppo intercultura, volontari e soprattutto ragazzi stranieri,  sono diventati i veri amici di quelli più importati, sarà impossibile dimenticarli e difficile
lasciarli, dopo tutto quello che abbiamo vissuto insieme. Ogni momento è stato speciale: le feste, i pranzi, i giochi, gli orientamenti,  le lezioni d’italiano o
soltanto un giro per un gelato o una pizza insieme ci portano tanti bei ricordi
pieni di risate sempre. Ormai  sono convinta che quelli che decidono  di essere parte d’intercultura sono o diventano pazzi (nel senso positivo della parola, perché sono tutti troppo speciali) così si sopravvive in ogni momento.
È tutto questo il perché non voglio che quest’esperienza finisca,  dovrò abituarmi  all’idea di dire arrivederci alla mia cara famiglia, i miei amici, al cibo, ai paesaggi, alle città, al mar mediterraneo con le bellissime spiagge e all’Italia in generale. Anche se ancora non me ne sono andata, già non vedo l’ora di ritornare.

Manuela Razeto Iglesias (Cile) Castellammare di Stabia (NA)

Annunci

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...