Le certificazioni linguistiche

L’allargamento dell’Unione Europea, con la conseguente maggiore mobilità tra i vari Paesi che la compongono e le sempre più frequenti comunicazioni a livello globale, obbligano tutti noi a confrontarci giornalmente con lingue diverse per i più diversi motivi. Un confronto costante per lavoro, turismo, commercio e così via. Da questa situazione emerge la necessità di individuare una metodologia che consenta di classificare la conoscenza linguistica a livelli standard su scala internazionale, sia per poter dimostrare il nostro livello di conoscenza, sia per stabilire il livello di conoscenza richiesto in caso di offerta di lavoro. Lavoratori e imprenditori hanno bisogno di sapere che valore abbiano le qualificazioni linguistiche ottenute nei diversi Paesi e come fare confronti significativi. Gli imprenditori hanno bisogno di sapere quale particolare qualificazione linguistica sia necessaria richiedere quando si offre un determinato posto di lavoro, mentre chi cerca lavoro ha interesse a valutare il proprio attuale livello di conoscenza e di programmare eventuale futuri aggiornamenti.

Il QUADRO DI RIFERIMENTO EUROPEO DELLE LINGUE Nel Libro Bianco del 1995 la Commissione europea ha enunciato alcune linee guida nel settore dell’istruzione, recepite poi nei documenti operativi contenuti nel Quadro comune di riferimento europeo delle lingue (Common European Framework of Reference for Language Learning and Teaching) del Consiglio d’Europa (2001). Il Quadro comune di Riferimento Europeo delle Lingue è uno strumento sociale e culturale che fornisce indicazioni precise sul livello di conoscenza di una lingua studiata. Nella compilazione di modulistica (formulari, domande di impiego, curriculum, ecc.) è utile fare rifermento ai livelli del Quadro di Riferimento Europeo, piuttosto che a espressioni del tipo: “buona conoscenza della lingua…”. Il Quadro comune di riferimento europeo delle lingue ha individuato tre livelli di conoscenza: livello base, livello autonomo e livello padronanza, ognuno dei quali è a sua volta scindibile in due sottogruppi (A1 o Breakthrough-Contatto, A2 o Waystage-Sopravvivenza, B1 o Threshold-Soglia, B2 o Vantage-Progresso, C1 o Effectiveness-Efficacia, C2 o Mastery-Padronanza).

Per saperne di più:

www.lanuovaitalia.it/cgi-bin/byteserver.pl/quadro_europeo/doc/doc3.pdf

www.cambridgeesol.it/europe/cef.html

Il PORTOFOLIO EUROPEO DELLE LINGUE Il Portfolio Europeo delle Lingue (PEL) è uno strumento messo a punto dal Consiglio d’Europa nella Raccomandazione sulle Lingue Moderne adottata dal Comitato dei Ministri presso il Consiglio d’Europa il 17 marzo 1998 e si basa sul Quadro Comune di Riferimento per le Lingue. Esso fa esplicito riferimento ai sei livelli di competenza linguistica. Si tratta di un documento che accompagna coloro che studiano una o più lingue nel percorso individuale di apprendimento lungo tutto l’arco della vita. Nel PEL lo studente può registrare i propri progressi, riflettere sul proprio processo di apprendimento e sui risultati raggiunti, porre nuovi obiettivi definendo e programmando le tappe per acquisire nuove competenze. Il PEL è formato da tre diverse sezioni: Il Passaporto linguistico – descrive lo stato attuale delle conoscenze linguistiche, dei certificati e delle attestazioni conseguite dall’apprendente in una o più lingue straniere; La Biografia di Apprendimento – documenta il percorso di apprendimento linguistico seguito e gli obiettivi, i metodi, gli strumenti di apprendimento, le esperienze rilevanti negli ambiti linguistici e interculturali (ad esempio viaggi e scambi di studio che hanno comportato l’uso di una lingua straniera). La Biografia contiene inoltre le liste di controllo per l’autovalutazione stabilite dal Common European Framework of Reference for Language Learning and Teaching e un diario che annota i risultati dell’autosservazione o delle riflessioni riguardo all’esperienza intrapresa; Il Dossier – è una raccolta di vari documenti personali, fra cui testi letterari o di diverso genere letti in lingua straniera, testi parlati e audiovisivi ascoltati o visti (su radio, TV, film, Internet, CD-ROM), elaborati scritti in lingua straniera, che testimoniano l’utilizzo ‘concreto’ delle lingue straniere da parte dell’apprendente.

Per saperne di più: www.istruzione.it/argomenti/portfolio/pelquadro.shtml

L’ALTE Un tentativo riuscito di indicare con precisione il livello di conoscenza di una lingua è stata la creazione dell’ALTE – Association of Language Testers in Europe. Si tratta di un’associazione tra istituzioni europee, ognuna delle quali indica gli esami e le relative certificazioni per ciascuna lingua, facendo riferimento a quando indicato nel Quadro europeo di riferimento per le lingue. Ogni membro stabilisce modalità e contenuti degli esami relativamente alla lingua parlata come madrelingua nel proprio Paese. Dal 1990, quando l’ALTE fu costituita da otto Paesi fondatori, i membri sono andati aumentando e oggi è costituita da 28 Paesi, rappresentanti 24 lingue europee.

Per saperne di più: http://www.alte.org http://www.thelanguagecentre.it/corsi/quadrocomuneeuropeo.asp www.cambridgeesol.it/europe/alte.html

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